Parigi-Nizza 2019

Posso dire che questa corsa rappresenta il vero e proprio inizio di stagione.

La prima corsa World Tour in Europa, la “casa” che ospita tutte le corse più importanti, le più storiche e famose. Proprio con questa classica a tappe francese inizia il mio percorso di avvicinamento verso le “monumento” della primavera, che sono le Ardenne.

Da molti anni preferisco questa corsa alla sua antagonista italiana, la Tirreno-Adriatico, per via del suo alto livello di competizione che regolarmente presenta e che, in Francia, è quasi una costante.

La trovo stressante nelle sue prime tappe, nei dintorni di Parigi, molte volte ventose e bagnate; esigente con le tappe attorno al massiccio centrale e infine esasperante, “crazy”, una volta che ci si avvicina a Nizza e alle sue Alpi Marittime.

8 tappe, molte volte lunghe, quasi sempre una di queste a cronometro, e un’altro paio con l’arrivo in salita più il finale a Nizza sempre con i fuochi d’artificio fanno di questa gara una prova fondamentale per tutta la primavera.

Ho tanti ricordi legati a questa gara: la prima al sevizio di un certo Ivan Basso, era il 2013, seguita poi da altre edizioni con giornate importanti, molte fughe, qualcuna anche in compagnia di idoli della mia giovinezza, su tutto Silvain Chavanel, e l’ultima quella del 2018 che mi ha visto incappare in un brutta caduta volando giù da un guardrail.

Salgo a Parigi, quindi, con molta voglia e determinazione, la gara sarà esigente e gli avversari pure, le fughe saranno il mio obiettivo!

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